Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 27 Gennaio 2021 – Mc 4, 1-20


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È la prima di una lunga serie di parabole, oltre cinquanta, che Gesù usa per annunciare il Regno, per farsi ascoltare, per entrare nei cuori di chi ascolta.

Non usa termini tecnici, concetti astratti, il Maestro, ma esempi dalla vita quotidiana, perché vuole raggiungere anche le persone semplici. E, nel contempo, la parabola lascia uno spazio per tirarsi indietro, non obbliga, non mette fretta: permette di identificarsi o di svicolare…

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Così fa Dio: mai si impone, propone, suggerisce ma lascia a noi la scelta, il compito di decidere se assecondare o meno la sua proposta. Dio semina, dice il Signore, la Parola viene donata con abbondanza, sparsa anche sul terreno che, prudentemente, sarebbe meglio lasciar perdere.

Il protagonista della parabola è il seme, ma sta a noi, al terreno, riflettere su come accogliamo la Parola: col cuore indurito, entusiasta ma scostante, soffocato dalle preoccupazioni oppure disposto a lasciarla crescere e portare frutto.

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